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“Brevetti: per non concedere una moratoria si permette una morìa”

21 Ott “Brevetti: per non concedere una moratoria si permette una morìa”

 

“Dove non si vaccina si continua a morire. Non possiamo permetterci lungaggini, burocrazia, giochi e interessi”. Comincia con questo passaggio, che è insieme autocritica e atto d’accusa, l’intervento di Luigi Ciotti, fondatore e presidente del Gruppo Abele, all’incontro Vaccini per tutti: sospendiamo i brevetti per salvare milioni di vite, promosso dalla rete italiana che sostiene la campagna di raccolta firme No profit on pandemic. Comincia con una richiesta di “alzare la voce” e il divello di discussione, accelerando quei provvedimenti che sono già da tempo fuori tempo massimo. 

E il risultato è sotto gli occhi di tutti: una sperequazione inaccettabile tra i paesi ricchi, dove la campagna vaccinale è in fase avanzata e altri, poveri e poverissimi, dove la cura è un lusso per pochi. 
Tutto questo, secondo don Ciotti, nasce da un “sistema politico che patisce sudditanza nei confronti dell’economia”, determina “un’inerzia omicida” e favorisce solo le grandi multinazionali del farmaco, detentrici dei brevetti e monopoliste nella diffusione della cura contro il Covid. 

Viviamo in un sistema – è l’accusa – in cui per non concedere una moratoria (sui brevetti ndr), si consente una moria“. Quello che viene a mancare, prima ancora dell’accesso alle cure, è quindi il diritto alla vita: quel “diritto fondamentale senza di cui nessun altro diritto sarebbe possibile”, che “non può essere soggetto a variabili economiche né tantomeno agli umori politici” e che “non può essere comprato, né venduto”. 

Obiettivo della campagna No Profit on Pandemic, che è possibile sottoscrivere anche online, è quello di raggiungere il milione di firme in tutta Europa e sollecitare la politica continentale a compiere scelte decisive e rendere vaccini e cure anti-pandemiche un bene pubblico globale. Un passo necessario, come ha chiosato don Ciotti: perché “se la vita diventa misurabile in termini di profitto e convenienza, la società smette di essere il luogo dell’umano per diventare strumento di sopraffazione“.

 

Firma la campagna

 

(piero ferrante)



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