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Cantieri: don Ciotti, basta compromessi su pelle della gente

11 Giu Cantieri: don Ciotti, basta compromessi su pelle della gente

11.06.2019 | Ansa

Roma – “Spostare alcuni punti centrali del provvedimento al 2020 è una furbizia, toccare 81 articoli con piccole modifiche è sconvolgente. Tutto questo significa aprire dei varchi, e la storia lo insegna, alla corruzione e alle mafie. Siamo stanchi che per reggere questa politica scenda ogni giorno a compromessi sulla pelle della gente”. A dirlo è Luigi Ciotti dal presidio contro il decreto sblocca cantieri a piazza Montecitorio.

11.06.2019 |Agi 

Roma – Da Libera a Legambiente, da Avviso Pubblico ad Arci, passando per Cgil, Cisl e Uil. Tutti (150 persone circa) a protestare davanti alla Camera contro il decreto Sblocca cantieri, mentre l’Aula esamina il provvedimento, già approvato dal Senato, per la conversione in legge. “È necessario sbloccare i cantieri nel nostro Paese, però questo provvedimento apre grandi varchi alla corruzione e a giochi criminali”, ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele. “È quindi necessario alzare la voce – ha aggiunto il prete – e fare in modo che non si aprano delle voragini rispetto al contrasto alla corruzione e alla criminalità. Chiediamo delle leggi più radicali, più attente, più forti se vogliamo contrastare la corruzione e le mafie, altrimenti sono solo parole”. Con lo sblocca cantieri, ha affermato Ignazio Ganga, segretario confederale nazionale della Cisl, “si sta abbassando la guardia nel settore degli appalti. Non si fa una semplificazione o una sburocratizzazione, ma si dà una cambiale in bianco a chi vuole mettere le mani sugli appalti. Il percorso che si era fatto con il codice degli appalti – ha proseguito il sindacalista – era stato importante e noi stessi ritenevamo che alcuni orpelli del codice andassero mitigati, ma non sicuramente tramite un rimaneggiamento come quello che sta facendo il parlamento in queste ore”. Giuseppe Massafra, segretario nazionale confederale Cgil, ha spiegato: “chiediamo al governo di rivedere la propria posizione su uno scempio legislativo che pregiudica la qualità dell’appalto e che non sblocca alcun cantiere. Anzi, attraverso questa controriforma non si fa altro che allungare e peggiorare la condizione complessiva nel settore degli appalti, si rispristina il massimo ribasso, si liberalizza il subappalto, si indebolisce il sistema di controllo, di trasparenza. Tutto questo è inaccettabile”. Per Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, “questo provvedimento non porterà a niente. Anzi, se porterà a qualcosa, sarà pericoloso, perchè per gli appalti fino a 1 milione di euro si potrà procedere senza gara. È assolutamente inquietante. E come se non bastasse, per lavori fino a 5 milioni si potrà ricorrere al massimo ribasso, cioè tutto il contrario di ciò che serve in questo Paese per avere opere di qualità. E sulle grandi opere il messaggio è che si affida tutto il potere ai commissari, andando oltre le competenze ambientali”.



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