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Curare con l’arte il vuoto lasciato dalla pandemia

25 Feb Curare con l’arte il vuoto lasciato dalla pandemia

Una pandemia da rielaborare, uno spazio (la balconata della libreria di Binaria) da reinterpretrare, la voglia di circondarci di bellezza e trovarci subito pronti ad accogliere nuovamente presentazioni di libri, eventi culturali, serate con autori e editori attorno a un tavolo.

Questo ci frullava nella testa durante l’inventario di un anno bisestile decisamente ostile: il 2020. Forse, per questo forte desiderio di primavera, abbiamo chiesto all’architetta Carla Barovetti – che conosce Binaria da quando il nostro bel centro commensale era lo scheletro svuotato di un grande sogno giunto al suo termine, quello della storica cooperativa sociale di arredo e giochi in legno Piero e Gianni – di accompagnarci in questa ristrutturazione fisica, ma soprattutto mentale.

Ripartiamo dallo stato dell’arte – ci siamo detti. E così faremo, in questo anno, il quinto del centro commensale del Gruppo Abele, Binaria, che ci traghetterà, siamo certi, verso cose belle. Il primo allestimento, sarà inaugurato venerdì 26 febbraio alla presenza della direttrice artistica del progetto Arte Binaria, Luisa Valentini e dell’architetta Barovetti, porta la firma di Paolo Leonardo e invita a riflettere su un tema che è centrale nell’impegno quotidiano del Gruppo Abele: lo stereotipo, l’etichetta che schiaccia e svilisce la profondità dell’essere umano. Con una sequenza di 11 fotografie in bianco e nero – accostate come a comporre un rullino e rielaborate pittoricamente – Paolo Leonardo, nato a Torino nel 1973, esprime la sua denuncia, che è stimolo per guardare con occhi nuovi ciò che la comunicazione mediatica e pubblicitaria tende a semplificare: «Non sopportavo – ha spiegato l’artista durante il vernissage – che l’orizzonte urbano della mia città fosse invaso da questi volti e corpi che rappresentavano l’uomo, ma allo stesso tempo lo banalizzavano stereotipandolo e riducendolo a merce».

Si apre così una collaborazione, che speriamo lunga e proficua, e che sarà sotto gli occhi di tutti coloro che sceglieranno la nostra libreria e l’adiacente bottega di via Sestriere 34 a Torino, per i propri acquisti. In piccoli numeri, ma con un orario esteso e continuato, sette giorni su sette, sarà possibile lasciarsi avvolgere dalle sensazioni e dalle riflessioni che i lavori degli artisti contemporanei che saranno esposti suscita fin dal primo sguardo. A cascata, lungo tutto il 2021, saranno tante le iniziative di arte visiva che arricchiranno gli ex spazi industriali della Fabbrica delle Gruppo Abele, di per sé già avvezza ad accogliere opere d’arte: nel giardino di Binaria vivono e prosperano le panchine sussuranti, i villaggi fragili e gli universi sensibili di Antonio Catalano, E poi grazie alla collaborazione tra Gruppo Abele e Dipartimento Educazione del Museo di Rivoli, la sede dell’associazione fondata 55 anni fa da don Luigi Ciotti ospita la Venere degli Stracci, installazione dell’artista Michelangelo Pistoletto. 

 

 Leggi l’editoriale dello staff di Binaria per i 5 anni

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(manuela battista e lo staff di Binaria)
 



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