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Gioco d’azzardo, il successo della legge piemontese

15 Gen Gioco d’azzardo, il successo della legge piemontese

“Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”. È questo il nome tecnico con cui, nel maggio di tre anni fa, la Regione Piemonte battezzava la legge numero 9/2016. Quella che ha dato la stura a un contrasto istituzionale, culturale e materiale al gioco d’azzardo.

Due anni dopo, Agenzia della Dogana e Monopoli dice e Ires Piemonte e Dipartimento Patologie dell’Asl TO3 confermano, che comparando e incrociando i dati delle venti regioni italiane, la misura è stata efficace. E che, rispetto al 2016 e al 2017, a dicembre 2018 non solo è da registrarsi un fermo del gioco online, ma che anche l’asticella del gioco fisico segna un decremento di 503 milioni di euro (la spesa dei giocatori piemontesi è comunque molto alta e s’attesta su 4.624 milioni; nel 2016 erano 5.127 e nel 2017 4.855). Il tutto in controtendenza rispetto al resto del Paese, dove viceversa si registra segno positivo in quanto a puntate ed euro spesi (+546 milioni per una percentuale d’incremento vicina all’1% rispetto al 2017).

Dati non consolanti, ma comunque migliori di quelli nazionali, il Piemonte fa registrare riguardo al gioco a distanza: la forte crescita registrata è infatti minore in regione (+ 75%, da 1.113 a 1.948 milioni) rispetto al resto del Paese (+82,4%, da 15.801 a 28.728 milioni giocati). Questo vuol dire che non si sta verificando nessuna esplosione del gioco online come conseguenza della restrizione dell’offerta di gioco con apparecchi automatici ed anche che la netta riduzione delle giocate con apparecchi di gioco (new slot e VLT) non è compensata dall’aumento di quelle con altri giochi fisici. Cala anche il numero delle slot-machine, passate dalle oltre 22 mila del 2017 a 12.468 del 2018.

La Regione sta avviando operativamente il piano di comunicazione che si propone di prevenire il gioco d’azzardo patologico, aumentandone la conoscenza dei rischi: il piano prevede sia l’utilizzo di strumenti di informazione diffusa sia l’organizzazione di momenti di approfondimento e di coinvolgimento della popolazione. È in fase di elaborazione anche il progetto di software geografico libero da mettere a disposizione dei Comuni per facilitare la localizzazione dei luoghi sensibili, necessaria per delimitare le aree interdette all’installazione di apparecchi di gioco perché entro le distanze prescritte dalla legge.

 

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(piero ferrante)



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