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Giornata mondiale per la lotta all’Aids: test Hiv anche fuori dagli ospedali

30 Nov Giornata mondiale per la lotta all’Aids: test Hiv anche fuori dagli ospedali

 

Anche per il 2020 le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono in calo. Una tendenza che conferma l’andamento iniziato nel 2012. 1.303 le diagnosi dell’ultimo anno, pari a 2,2 nuovi casi per 100mila residenti. L’incidenza più elevata di nuove diagnosi si riscontra nella fascia di età 25-29 anni. Sono 352 i nuovi casi di Aids, pari a un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100mila persone. Rimane stabile il numero di decessi per Aids. In Italia l’incidenza (casi/popolazione) risulta inferiore rispetto alla media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea con 3,3 nuovi casi per 100mila abitanti (fonte: Ministero della Salute).

Di per sé sarebbero ottime notizie se non fosse, come fanno notare infettivologi e operatori che lavorano in questo settore, che il dimezzamento dei casi tra 2019 e 2020 è quasi sicuramente dovuto alla più recente pandemia di Covid. Lo sforzo emergenziale ha gravato fortemente sul Servizio sanitario nazionale, provocando spesso delle discontinuità dei servizi medici di routine. Tutte le prestazioni sanitarie sono diminuite a conferma del fatto che per evitare possibilità di contagio da Covid le persone si sono astenute dal frequentare le strutture sanitarie.
Comprese quelle in cui si effettua il test dell’Hiv.

Ecco perché per la Giornata mondiale per la lotta all’Aids del 1° dicembre la rete di associazioni del progetto Torino Fast Track City che aderisce alla European Testing Week, ha proposto il 26 novembre la Testing night. Una serata di test gratuiti per l’Hiv e di informazione su rischi e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST), sostenuta dal ministero delle Politiche sociali e in collaborazione con la Regione Piemonte. Gli operatori torinesi di ANLAIDS, ArcobalenoAIDS, CasArcobaleno, Croce Rossa, Associazione Giobbe, LILA e Gruppo Abele, in appoggio ai medici dell’Ospedale Amedeo di Savoia, hanno aperto le porte di tre sedi “laiche” per la tutela della salute. Laiche perché non ospedaliere e quindi meno sotto pressione in questo momento storico particolare e più avvicinabili da tutti coloro che vogliono fare il test o ricevere informazioni.
In una di queste sedi, la Fabbrica delle “e”, casa del Gruppo Abele, ha fatto il test, tra molte altre persone, anche il neo assessore alle Politiche sociali del Comune di Torino, Jacopo Rosatelli.

 

(toni castellano)



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