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Il sociale è l’ossigeno delle nostre vite

16 Ott Il sociale è l’ossigeno delle nostre vite

In redazione ci siamo chiesti: che cos’è il sociale? Perché tanti vi operano e tanti altri andrebbero sensibilizzati sulla sua importanza? Una questione cui Gaber anni fa dedicò una bella canzone: “il sociale non so bene cosa voglia dire…/ il sociale è una nozione delle più confuse/ che per ragioni misteriose abbiamo il dovere di salvare” (Il sociale, 1984). Ne sono scaturiti alcuni pensieri, che proponiamo ai lettori, operatori nel sociale.

Il sociale è l’ossigeno dell’individuale, è il luogo dove le nostre vite respirano. E mai come oggi le vite dei singoli hanno bisogno di ritrovare un respiro collettivo. Tanti nuclei familiari vivono nella solitudine, in un ambiente che può facilmente portarli alla disperazione. Nel chiuso delle pareti domestiche ogni problema si ingigantisce perché viene a mancare un altro punto di vista, un termine di confronto che possa relativizzare il problema, o che consenta di diluirlo nella comunicazione, quando non di attutirlo nell’aiuto che dagli altri può venire.

Il sociale è il luogo di protezione della vulnerabilità che ci attraversa. La vita è nuda se intorno a sé non ha protezioni, informali e organizzate. Il welfare è stata la grande invenzione con cui nel ʼ900 la società si è organizzata per mettere in sicurezza le vite dei cittadini. Se manca il sociale (pensiamo anche alle reti di vicinato) la vita si fa più fragile. Senza il sociale siamo incapaci di gestire la disabilità di un familiare, la non autosufficienza di un genitore, la cura di un figlio, se non con il sacrificio totale di un componente della famiglia.

Il sociale è il luogo dove si costruisce la salute. Oggi sempre più studi accreditano il peso dei determinanti sociali: fattori la cui presenza o assenza modifica in senso positivo o negativo lo stato di salute di una popolazione. Una società disuguale è quindi una società che ammala, se è vero che le malattie hanno origine dalle condizioni sociali in cui gli individui nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano. Ecco perché dobbiamo salvare il sociale.

 

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(della redazione di animazione sociale, editoriale di apertura del numero 330)



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