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La Rete dei Numeri Pari in piazza per la giustizia sociale

15 Ott La Rete dei Numeri Pari in piazza per la giustizia sociale

In piazza, da Milano a Palermo, per i diritti e la giustizia sociale. Una mobilitazione, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà, che coinvolge tutte le realtà – associazioni, cooperative sociali, sindacati, reti studentesche, centri antiviolenza, parrocchie, comitati di quartiere, circoli culturali, movimenti per il diritto all’abitare, scuole pubbliche, biblioteche popolari, centri di ricerca, presidi antimafia, progetti di mutualismo sociale, fabbriche recuperate e fattorie sociali – che aderiscono alla Rete dei Numeri Pari e sono impegnate da anni nel contrasto alle disuguaglianze, alle povertà e alle mafie.

Quelle stesse realtà che durante il lockdown hanno sostenuto decine di migliaia di persone in difficoltà con forme di mutualismo e solidarietà.
Al momento sono 11 le piazze coinvolte tra venerdì 15 e domenica 17 ottobre: Asti, Milano, Ravenna, Firenze, Ladispoli, Salerno, Bari, Messina, Catania (sabato 23 ottobre) e Palermo. A Roma si è deciso di far convergere la mobilitazione in piazza San Giovanni, al fianco della Cgil e degli altri sindacati confederali che hanno organizzato la manifestazione Mai più fascismi.

In Italia sono 5,6 milioni le persone in povertà assoluta (1,3 milioni sono minori), 8 milioni vivono in povertà relativa. La corruzione e l’evasione fiscale continuano a crescere. Il lavoro è sempre più povero e precario, mentre crescono la dispersione scolastica e i problemi legati al diritto all’abitare.

Una crisi causata dalle politiche di austerità allargata ulteriormente dalla pandemia e a pagarne il prezzo sono soprattutto i ceti popolari e chi è in difficoltà.

“Nonostante un aumento senza precedenti di disuguaglianze e povertà nel nostro Paese – scrive la Rete dei Numeri Pari – il Governo continua a guardare da un’altra parte, privilegiando gli interessi delle élite economiche e finanziarie, le uniche che continuano ad arricchirsi. Senza coprogettazione e coprogrammazione con le realtà sociali i fondi del PNRR non serviranno a eliminare le disuguaglianze, a garantire maggiore equità sociale, né sostenibilità ambientale. Anzi, il rischio è che possano servire per arricchire la criminalità organizzata, come evidenziato dalle procure antimafia. Il nostro obiettivo è dunque segnalare proposte e pratiche utili non solo a dare risposte nell’immediato ma a costruire un punto di vista condiviso e partecipato”.

Per informazioni su giorni e orari delle piazze clicca qui



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