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“La vita di Rodari, un concentrato di passioni e fatiche”

22 Ott “La vita di Rodari, un concentrato di passioni e fatiche”

 

Una lunga festa di compleanno che è festa di tutti. Una festa di rime volanti, torte in cielo, colori a tempera e parole, tante parole e tutte cariche di bellezza, dense di speranza e condite di futuro. Così va avanti da anni, la celebrazione del compleanno di Gianni Rodari. Da quando quella che oggi è Binaria si chiamava ancora Torre di Abele ed era la libreria del Gruppo Abele in via Pietro Micca, pieno centro di Torino, proprio nello stesso stabile dove, affacciato sotto un portico, Edmondo De Amicis cominciò a scrivere il Cuore.
Una ricorrenza che nel tempo s’è fatta consuetudine, un’abitudine di quelle belle, familiari e che, cominciata quest’anno sabato 20 ottobre per concludersi il prossimo 4 di novembre, con la Fabbrica delle “e” tramutata in una sorta di botteguccia del bene e di speranza, di quelle descritte dal maestro e pedagogista di Omegna.
Sedici giorni di iniziative, laboratori, manifestazioni, dibattiti, il tutto promosso, oltre che da Binaria e Gruppo Abele, dal Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e dal Primo Liceo Artistico di Torino, inquadrati nel contesto del progetto nazionale E se diventi farfalla, selezionato dalla fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, che sperimenta in nove regioni italiane la creatività come risorsa per combattere la povertà.

Ad aprire le celebrazioni 2018, nella mattina di sabato, un incontro nella libreria di via Sestriere, cui hanno preso parte Alessandra Falconi, la coordinatrice nazione progetto E se diventi farfalla; Elisabetta Oggero, la direttrice Primo Liceo Artistico di Torino; Anna Pironti, la responsabile capo Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli; Massimo Trombi, esperto di letteratura per bambini e libraio di Binaria. Con loro, il fondatore del Gruppo Abele, Luigi Ciotti che ha parlato della saldatura necessaria “di etica ed estetica”, fondamentale per la costruzione di una società improntata al bene. Don Ciotti ha descritto l’importanza di recuperare “tre parole: continuità, condivisione, corresponsabilità“, chiedendo ai giovani di porsi fin da subito dalla parte del bene comune. Quel bene comune che Rodari ha intuito e riportato nelle sue filastrocche, nelle sue fiabe, nei suoi racconti e che ha manifestato nella sua vita d’impegno: “Rodari è stato un partigiano, un giornalista, un maestro, uno scrittore: la sua vita è stata un concentrato di fatiche e di passioni e tutto questo traspare dalla sua scrittura” – le parole del fondatore del Gruppo Abele.
A chiudere la mattinata, un intervento di pittura collettiva per bimbi a cura delle Artenaute del Castello di Rivoli.

 

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