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Sui banchi universitari… Con Leopoldo Grosso

21 Mar Sui banchi universitari… Con Leopoldo Grosso

Un incontro formativo sul tema delle dipendenze. Questa l’occasione che ha consentito alla nostra associazione di presentarsi agli studenti di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. In cattegra Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele che al tema delle dipendenze ha dedicato numerosi studi. L’incontro, tenutosi martedì 20 marzo presso un’aula di Palazzo Nuovo, è stato realizzato in collaborazione della professoressa Adelaide Gallina, docente di Sociologia generale presso l’Università degli Studi di Torino e autrice, sul tema, del libro Dalla debolezza alla dipendenza (2014, Carocci editore). Molto interessati gli studenti, che hanno partecipato con curiosità e attenzione, intervenendo con numerose domande.

Ampio e dettagliato, l’intervento di Leopoldo Grosso ha spaziato a 360 gradi sul tema. Un discorso che non poteva che partire da lontano, dal boom dell’eroina degli anni ‘80, per poi arrivare ad oggi, dove lo spettro delle dipendenze si è fatto molto più sfaccettato e complesso. Attualmente, infatti, le nuove dipendenze si vanno sempre più ad intrecciare con quelle più note e diffuse (si pensi, ad esempio, alla combinazione di dipendenze da sostanza, da gioco e da shopping compulsivo). Pertanto, si uscirebbe così da un’ottica in cui un’unica sostanza è manifestazione di qualsivoglia disturbo, per arrivare a dover prendere in considerazione polidipendenze più variegate e multiformi, spesso impercettibili al soggetto come agli esterni, non facilmente ricollegabili ad altri disturbi. Situazioni così poco definite rinforzerebbero la negazione del problema, specie da parte del soggetto in questione.

Inoltre, “Rispetto a un tempo – ha spiegato agli studenti Leopoldo Grosso – oggi sono cambiate modalità di assunzione e componenti chimiche, ma gli effetti e la diffusione del fenomeno restano drammatici. In particolare, si diventa dipendenti prima rispetto a un tempo”. Il discorso ha poi virato sulle dinamiche di gruppo, le quali spesso spingono gli adolescenti ad assumere comportamenti a rischio. Fondamentale, quindi, lavorare sul contesto, rafforzando le scelte positive della persona e allontanandola al contempo dai condizionamenti negativi del gruppo. Ultimata la lezione, a chiudere l’incontro sono stati due giovani volontari del Gruppo, Andrea e Chiara, i quali hanno illustrato agli studenti un po’ di storia dell’associazione, focalizzandosi maggiormente sulle opportunità di tirocinio e volontariato attive nei vari ambiti. Un accento particolare è stato anche posto sul Centro Studi, punto di riferimento per tesisti con un’ampia raccolta di pubblicazioni in campo sociale, così come sulla rivista Animazione Sociale, che da anni rappresenta un utile prontuario per molti studenti.

Tutto questo senza dimenticare lo sfondo integratore del Gruppo Abele, ovvero la sua spiccata attenzione alle relazioni: volte a ridare fiducia, dignità, prospettive di senso. In un mondo schiacciato sull’immediato, fortemente connotato da un esasperato individualismo votato unicamente all’autorealizzazione personale, l’unica alternativa alle dipendenze resta lo sviluppo di reti di supporto accoglienti e competenti. Per passare dalla dipendenza all’autonomia, rendendo chi ha vissuto il disagio nuovamente attore protagonista degli eventi. Insomma, il primo obiettivo di ogni vero educatore. Una giornata formativa ed emozionante anche per noi, che in quel processo di co-educazione freiriana crediamo molto, e che proprio in situazioni del genere abbiamo modo di mettere fattivamente in pratica. 

(andrea silvestro, volontario via delle orfane)

 



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