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Torna ancora la primavera della memoria

14 Mar Torna ancora la primavera della memoria

Il prossimo 21 marzo la XXIV edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si svolgerà a Padova. Come ogni anno ci siamo preparati per questo appuntamento attraverso una valutazione accurata di quanto accade in quel territorio, guardando a Padova ma coinvolgendo tutto il Veneto e spingendoci all’intero Nord Est del nostro Paese. Questa scelta, che viene subito dopo quella che vide a Foggia la scorsa edizione della Giornata, ha il significato, sempre più sentito nella rete di Libera, di essere sì contro le mafie e la corruzione, ma anche per le persone, per l’intera comunità, dalle istituzioni ai singoli cittadini, che generosamente si impegnano in quella terra.

Ormai pochi giorni ci separano dal 21 marzo e i segni della primavera che arriva sono visibili. Le persone il cui nome pronunceremo con cura, scandendone bene le lettere, ci ricordano quanto male le mafie hanno fatto alle nostre esistenze, quanto dolore hanno inferto. Ma la lettura di quei nomi la vogliamo rendere generativa di speranza, di fiducia, di capacità di allargare il proprio orizzonte, proprio come i tanti familiari delle vittime delle mafie hanno fatto a partire dalla propria storia personale, trasformando il dolore in impegno.

Vengo dalle intense giornate vissute a Venezia, dall’8 al 10 marzo, con circa 400 familiari delle vittime innocenti delle mafie provenienti da tutta l’Italia, e ciò che porto con me è la bellezza del confronto e della riflessione comune sulle nostre storie, che ci porta a rendere il nostro essere testimoni sempre più consapevoli che ciascuna di esse ci aiuta a leggere meglio la storia complessiva delle nostre comunità. Questo ci permette di sentire la responsabilità che noi stessi abbiamo, esattamente come ce l’ha in capo ogni singolo cittadino, di non dimenticare il passato per poter comprendere il presente e costruire il futuro. Può accadere che il dolore e le ingiustizie subìte, come purtroppo è accaduto per tanti di noi, soprattutto in termini di assenza di risposte di verità, ti faccia sentire inesorabilmente vittima: ecco perché è stato così importante costruire una rete tra noi familiari, una rete a maglie strette che sostenga le memorie individuali, che impedisca che qualcuna sia lasciata indietro, e, nello stesso tempo, che sappia rilanciare il senso di un fare memoria che diventa sempre più incardinato nella ricostruzione del contesto sociale di un tempo che non è tanto lontano.

Quest’anno, il 21 marzo, leggeremo più di 1000 nomi di vittime innocenti, altre storie di persone uccise dalla violenza mafiosa sono state aggiunte al nostro elenco; nel corso degli ultimi anni abbiamo raccontato attraverso il sito Vivi, il sito della memoria di Libera, ogni singola storia, al fine di lasciare una traccia per chiunque voglia comprendere e conoscere questa guerra che è stata combattuta ed ha mietuto tante vittime. Abbiamo voluto garantire un diritto di cui non si parla mai, il diritto alla memoria, il diritto a essere ricordati, ricostruendo le storie anche poco conosciute attraverso il contesto territoriale e sociale, provando a fornire, con umiltà e amore, una risposta di verità, la dignità di un’esistenza ferita che deve essere tutelata. La cura per la memoria di queste persone ci ha restituito una dimensione etica nella quale il senso di umanità ci ha permesso di accogliere altre memorie. Il fare memoria delle vittime innocenti delle mafie diventa così sempre di più il percorso che, da un anno all’altro, rende la prima giornata di primavera il punto di arrivo e di ripartenza per un impegno che vede come prima meta la dignità delle persone, neutralizzando l’indifferenza che rischia di rendere le nostre comunità sempre più tiepide nel reagire alla violenza inflitta ai più deboli, ricordando che i nostri cari si sono ritrovati, loro malgrado, isolati a causa del malaffare ma anche dell’indifferenza, e questo li ha resi vittime. Il significato della Giornata della Memoria e dell’impegno, quello più profondo, è proprio questo, essere espressione del nostro amore per la nostra terra, lo stesso amore che portavano nelle loro vite i nostri cari vittime di efferati omicidi, un amore, che reso fertile dall’impegno quotidiano, può realmente fare la differenza.

 

 

(daniela marcone, responsabile Memoria di Libera)



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