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Tratta e sfruttamento sessuale: vite umiliate, spesso in giovane età

07 Ago Tratta e sfruttamento sessuale: vite umiliate, spesso in giovane età

Il Gruppo Abele nasce nel 1965 sulla strada. E subito, inevitabilmente, incrocia il fenomeno della prostituzione. Risalgono a quegli anni, infatti, le prime forme di accoglienza rivolte a donne che chiedevano un aiuto per uscire da un mondo in mano al crimine organizzato, nel quale erano finite il più delle volte in seguito a tragiche vicende personali. Molti anni dopo, nel luglio del 2000, è stato attivato su tutto il territorio nazionale il Numero Verde anti-tratta, strumento per offrire un appiglio alle persone vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo informandole circa le opportunità offerte dalla legge ex articolo 18 del testo Unico sull’immigrazione del ‘98. Conseguenza dell’attivazione del servizio è stata l’apertura, nel 2001, della prima casa protetta del Gruppo Abele per donne che chiedevano aiuto e rifugio in un luogo sicuro, lontano dai circuiti dello sfruttamento sessuale.

Contemporaneamente all’accoglienza in comunità abbiamo ideato e realizzato un’Unità di strada per fare prevenzione sanitaria, offrire accompagnamento ai servizi del territorio, tutelare la sicurezza delle persone, monitorare il fenomeno, promuovere interventi di mediazione sociale atti a facilitare la fuoriuscita dalla condizione di sfruttamento.

Dal 2001 a oggi la nostra casa protetta ha accolto 1.350 persone. Nella prima fase, e fino al 2007, prevalentemente donne nigeriane molto giovani, tra i 18 e i 25 anni. Dal 2007 al 2016 si è assistito a un aumento di donne più adulte, tra i 26 e i 30 anni, ancora in gran parte di nazionalità nigeriana. Negli ultimi tre anni ecco il ritorno sulla strada di una consistente prostituzione giovanile: ragazze anche minorenni con pesanti passati di sofferenza, violenze sessuali e abusi subiti durante il viaggio compiuto per raggiungere l’Europa.
Afflitte da problemi sanitari e psichici spesso rilevanti, sprovviste di educazione sessuale e di contatti con la famiglia d’origine, non di rado gravide in seguito alle violenze subite, le donne che incontriamo si trovano ad affrontare un duro percorso di riscatto umano e sociale, lungo il quale cerchiamo di accompagnarle con attenzione, disponibilità e rispetto, essendo la fiducia negli altri un ingrediente fondamentale per riconquistare la libertà e la dignità perdute.



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