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Una Fabbrica che produce pace

04 Giu Una Fabbrica che produce pace

Condivisione del tempo e degli spazi, compartecipazione del cibo e dei rituali. Perché, lo diceva don Tonino Bello, per agire la pace, per costruirla, non basta semplicemente mangiare, bisogna farlo con gli altri. C’è stato tutto questo alla base di 114Pizza&Dolci. Non un evento e nemmeno un appuntamento, ma un incontro: 120 persone, per la stragrande maggioranza musulmani (marocchini, senegalesi, algerini, egiziani, tunisini, pakistani), qualche cristiano e un pugno di atei, insieme, nel grande salone della Fabbrica delle “e” per interrompere insieme, alle nove di sera di domenica 3 giugno, il digiuno del Ramadan (che si concluderà quest’anno il 14 giugno). A organizzarlo, con la collaborazione del Gruppo Abele e pizze donate da Berberé (pizzeria con sede dentro il centro commensale del Gruppo Abele) il Coreis, acronimo che sta a indicare la Comunità Religiosa Islamica d’Italia, l’associazione culturale Islamica Afaq, l’Associazione Fratellanza Italia-Marocco e la Moschea della Pace.

Per una sera, la sede della nostra associazione è diventata un luogo in comune, dove preghiera e cibo si sono fusi insieme. Alla serata hanno preso parte, tra gli altri, anche il prefetto di Torino, Renato Saccone e l’assessora della Regione Piemonte Monica Cerutti, alla presenza anche delle parrocchie di Santa Rosa e del Buon Pastore e  della Comunità dei focolari. Queste ultime accolgono richiedenti asilo anche di religione islamica che sono intervenuti in un clima di fraternità e condivisione.

 

(piero ferrante)



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