Rassegna stampaL'odissea lunga due anni della famiglia Sargsyan

La Stampa racconta la storia di una famiglia di origine armena accolta dal Gruppo Abele

13 febbraio | La Stampa Torino
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La famiglia Sargsyan, di origine armena, è fuggita dalla guerra del Nagorno Karabakh verso l'Europa. La vita nel loro Paese era diventata troppo pericolosa, ma altrettanto pericoloso si è rivelato il viaggio verso la speranza di un futuro migliore.
La Stampa ha raccolto la loro testimonianza, raccontando la difficoltà di entrare in Europa a causa delle leggi restrittive sull'immigrazione che non risparmino neppure i bambini e i profughi dei conflitti armati. 
Una volta arrivati a Torino, i Sargsyan si sono ritrovati a vivere per strada insieme ai tre figli piccoli, perché per essere ammessi nei centri di accoglienza c'era una lunga lista d'attesa. È proprio sulla strada che li abbiamo intercettati, offrendo loro ospitalità temporanea in una delle strutture del Gruppo Abele.
L'incontro con questa famiglia si è rivelato prezioso: sono persone piene di dignità e coraggio, che si mettono in gioco per restituire in varie forme l'aiuto ricevuto. Attraverso lo studio e il lavoro, hanno iniziato un percorso di integrazione e autonomia.
Questa però non può essere la normalità! Il Gruppo Abele, come altre realtà del Terzo settore, interviene per tamponare le emergenze, ma dev'essere il settore pubblico a farsi carico delle famiglie che, sempre più numerose, arrivano nel nostro Paese da situazioni di guerra, violenza, miseria e discriminazione. Non adulti da soli ma nuclei con bambini anche piccoli, che hanno bisogno di accoglienza dignitosa. Non numeri ma esseri umani, alla ricerca di prospettive di vita.

 

Leggi qui l'articolo di Francesco Munafò