Rassegna stampa"Questa politica non capisce i giovani. Basta repressione, serve il dialogo"

"Bisogna capire l'origine della rabbia. Anche noi protestavamo per difendere gli ideali" ha detto don Luigi Ciotti, ieri al Liceo Einstein di Torino, in occasione della presentazione del progetto Barriera Unite, promosso dal Gruppo Abele insieme a diverse realtà del territorio, tra cui Acmos, la cooperativa Nanà, AMECE, Invərso, la Polisportiva Gandhi, Kaninchenhaus e l'associazione Tamra

22 gennaio | Testate varie
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"ll problema della nostra politica è che si preoccupa dei giovani ma non se ne occupa fino in fondo, salvo poi scandalizzarsi se c'è chi grida la sua rabbia perché non si sente riconosciuto". Don Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera sceglie l'auditorium del liceo Einstein a Barriera di Milano, quartiere della periferia nord di Torino, dove studiano alcuni dei protagonisti delle ultime manifestazioni della città, per lanciare un messaggio al governo: "Sento ogni giorno di più predicare le parole repressione e reclusione. Si dovrebbe invece continuare, anche in modo ostinato, a parlare di prevenzione e inclusione".
L'incontro di ieri è stato il momento pubblico per presentare il progetto Barriera Unite, promosso dal Gruppo Abele insieme a una rete di realtà del territorio di Barriera di Milano, tra cui Acmos, la cooperativa Nanà, AMECE, Invərso, la Polisportiva Gandhi, Kaninchenhaus e l'associazione Tamra. Un momento centrale di restituzione e condivisione di un percorso avviato da mesi nel quartiere, occasione per raccontare pubblicamente le azioni già attivate, i risultati raggiunti e le trasformazioni future che interesseranno i Giardini Saragat, nel cuore di Barriera di Milano. Con questo progetto "vogliamo riconoscere le fragilità senza negarle – ha spiegato Lucia Bianco, vicepresidente del Gruppo Abele – ma serve valorizzare allo stesso tempo le risorse e gli 'anticorpi' del territorio. Barriera di Milano è oggi un crogiolo di culture, storie e provenienze: questo progetto aiuta a farli emergere".

 

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